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16/05/2009
Paura del rischio, reperimento delle risorse e burocrazia appannano l’appeal della scelta imprenditoriale

Sondare la propensione degli studenti per una carriera imprenditoriale una volta messi da parte i libri e cogliere l’opportunità delle indicazioni emerse per reperire nuovi elementi al fine di diffondere quella cultura d’impresa, tramite il coinvolgimento degli operatori economici e di stakeholder quali Università, scuole ed istituzioni pubbliche, essenziale per lo sviluppo del territorio.
Questi gli obiettivi del “Progetto Scuole”, volto appunto a strutturare un programma di proposte finalizzate alla diffusione della cultura d’impresa sul territorio triestino, tramite il coinvolgimento degli operatori economici e di stakeholder quali Università, scuole ed istituzioni pubbliche.
Nel quadro di tale iniziativa, i Giovani Imprenditori della Confcommercio locale, in collaborazione con la Provincia di Trieste, hanno quindi realizzato un sondaggio che ha coinvolto 597 studenti, 294 dell’Università,188 degli istituti tecnici, e 115 dei licei, il 53% di sesso femminile ed il 47% di sesso maschile, di età compresa fra 18 ed i 25 anni.
L’analisi ha toccato anche i nuclei familiari di origine degli intervistati, generalmente di livello medio- alto sotto il profilo della scolarità che, nel 78% dei casi da parte di madre e nel 67% da parte di madre, cercano comunque di scoraggiare in qualche modo una scelta imprenditoriale, preferendo piuttosto per i loro ragazzi la sicurezza legata ad un lavoro dipendente.
La campionatura ha peraltro posto in risalto la correlazione che sussiste fra contesto familiare, sotto l’aspetto occupazionale, e la propensione dei figli circa i futuri orientamenti professionali.
Il sondaggio, rispetto a quello svolto in passato, ha anche evidenziato una crescita di coloro, che, nonostante la giovane età, hanno già avuto esperienze lavorative, nell’84% dei casi generalmente subordinato, nei settori del turismo (16%), del pubblici esercizi (14%) e del commercio( 14%), per lo più occasionale, con il 24% dei soggetti coinvolti che, al momento dell’intervista, ha dichiarato di svolgere un qualche impiego.
Per quanto concerne l’obiettivo principale del sondaggio, ovvero la propensione ad intraprendere una carriera imprenditoriale, gli esiti non risultano discostarsi troppo da quelli verificati in occasione dell’analoga iniziativa effettuata lo scorso anno.
La sicurezza e la stabilità sono considerati priorità per il 65% degli intervistati, per il 56% essenziale è disporre di un buon stipendio, il 52% degli interpellati considera importante la possibilità di sviluppare una buona carriera e solo il 49%, da ultimo, pensa di utilizzare le proprie capacità nell’ambito di una scelta imprenditoriale, una percentuale piuttosto bassa legata alla paura del rischio (24%), al timore di non riuscire a reperire le risorse necessarie attraverso il credito ( 22%), ma anche ai problemi e ai tempi della burocrazia.
In seno alla percentuale degli studenti intervistati favorevoli a iniziare una carriera autonoma, il 61% di questi ritiene essenziale avviarla comunque con uno o più soci ed il settore più gettonato è quello del libero professionista.
Poco rilevante, inoltre, la coerenza del lavoro con gli studi in essere, presa in considerazione da appena il 24% dei soggetti coinvolti nell’indagine.
Il sondaggio ha evidenziato anche come sia scarsa (21%) la conoscenza, da parte degli studenti, di organizzazioni ed enti in grado di supportare la neoimprenditoria e comunque il lavoro autonomo.
Nell’ambito di tale voce, fra quanti invece possiedono informazioni in merito, il 71% degli intervistati è al corrente delle attività svolte della Camera di Commercio, il 57% di quelle della Confcommercio, il 52% delle azioni della Confartigianato ed il 50% delle opportunità della Confindustria.
Molto distanziati gli ordini professionali e le altre più note associazioni di categoria.
I giovani coinvolti nell’iniziativa, hanno dichiarato comunque di essere disponibile a frequentare corsi relativi all’imprenditoria (42%), ma solo in presenza di tematiche di personale interesse (20%), in riferimento alle quali spiccano la gestione d’impresa ed il marketing ( rispettivamente nella misura del 30 e del 19%) e che rilascino ad ogni modo una qualifica o un’ attestazione (18%).
L’indagine ha infine toccato anche l’argomento delle pari opportunità; a questo riguardo il 41% degli interpellati ritiene che per le donne possibilità ed opzioni, nel mondo del lavoro, complici vari fattori, siano comunque inferiori rispetto a quelle degli uomini.
Gli esiti dello studio sono stati oggetto peraltro di una riflessione da parte del Vicepresidente della Provincia, Walter Godina, che ha sottolineato l’importanza di programmare percorsi di formazione mirati, in sinergia fra soggetti pubblici e privati, a beneficio dei giovani, al fine di fornire strumenti e conoscenze utili per scegliere consapevolmente i loro futuri indirizzi occupazionali.
Lo stesso Godina ha anche ribadito la priorità rappresentata dall’elaborazione di strategie condivise fra tutti i soggetti interessati all’economia del territorio, in un’ottica di sistema, per tracciare le future linee di sviluppo del comprensorio locale che tengano in adeguata considerazione esigenze ed aspettative delle nuove generazioni.

 
 
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