17/05/2009
Domenica di premiazioni e di design a Piazza Europa 2009
La penultima giornata di “Piazza Europa 2009” è stata caratterizzata da due eventi di particolare rilievo che hanno animato la mattinata festiva.
Il primo è stato rappresentato dalla premiazione dei migliori espositori operanti nell’ area di Mercato in base alle indicazioni fornite da una Commissione composta da Antonio Paoletti, presidente della Confcommercio provinciale, dal consigliere regionale Maurizio Bucci, dall’assessore al Commercio Marina Vlach, dalla giornalista Eliana De Giacomi, dal fotografo Marino Sterle, da Sabina Miotto, direttore del Servizio Sostegno e Promozione dei comparti commercio e terziario e da Caterina Gasparini, della Turismo FVG.
Dopo i ringraziamenti da parte dello stesso Paoletti a tutti i partners istituzionali e agli sponsor che hanno supportato la manifestazione, ha avuto quindi luogo la consegna degli ambiti riconoscimenti.
Il premio “Bancarella italiana più bella d’Europa” è andato alla ditta Favonia Mare (tonno siciliano e conserve ittiche), quello relativo alla “Bancarella più originale d’Europa” è stato assegnato all’azienda Deshew (profumi di rosa della Bulgaria) mentre, l’onore di essere insignita del titolo di “Bancarella più bella d’ Europa”, è toccato all’impresa inglese Miller (porcellane e ceramiche inglesi) .
Successivamente alle premiazioni, i riflettori si sono quindi puntati sugli studenti della Scuola di Design NABA di Milano che hanno presentato le opere realizzate sul tema “Trieste, il souvenir, il vento”, finalizzate appunto alla creazione di un souvenir emblematico della città e della manifestazione.
A questo riguardo è stato sottolineato come il capoluogo del Friuli Venezia Giulia, pur nonostante le sue molte peculiarità originali e degne di spunti, non vanti un carnet particolarmente ricco in merito anche se non vanno scordati alcuni tentativi effettuati, invero apprezzabili ed apprezzati, fra i quali ad esempio “Le Tazze” di Marino Sterle, per porre rimedio a questa lacuna.
Come è stato quindi spiegato da Antonio Scarponi e Claudio Farina, i docenti che hanno coordinato i lavori progettuali, il souvenir, materiale o immateriale, ha la funzione di “sovvenire”, venire in aiuto, come suggerisce del resto l’etimologia della parola stessa, con l’obiettivo di far ricordare un posto, un’esperienza, ma anche quella di “produrre” e costruire un’identità.
Oggetti che pertanto distinguono le persone le une dalle altre, ma anche i luoghi, valorizzandone le specificità più significative.
I lavori degli studenti della NABA hanno concepito tali progettualità partendo anche dal concetto del “pars pro toto”, una parte per il tutto, che nella creazione del souvenir, contempla l’esistenza di due aspetti ovvero quello del frammento, come parte di un tutto che viene “asportato” e quello della miniaturizzazione, la riproduzione del “tutto”, il monumento, l’opera, riprodotti in una dimensione facilmente trasportabile e proposti in miniatura.
La rassegna completa delle opere realizzate, alcune delle quali sono state presentate ieri al pubblico presente in modo interattivo e partecipato, sarà comunque esposta a giugno presso il Museo della Bora, al Magazzino dei Venti, di via Belpoggio a Trieste dove trovano spazio numerosi “prototipi”, aventi come soggetto appunto il noto vento, che sono stati ideati nel corso degli ultimi
anni.